Pineta Linda
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, grazie a quelli che parteciperanno alla pulizia della…
Pineta Linda
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, grazie a quelli che parteciperanno alla pulizia della…
Da domenica 1 luglio ogni passeggero che arriva a Capri dovrà pagare 1,50 di tassa sullo sbarco. L’imposta, voluta dalle amministrazioni comunali, sarà applicata direttamente sul biglietto delle compagnie marittime.
Calcolando il numero dei passeggeri che ogni anno visita l’isola, circa 1.800.000, la tassa permetterà ai comuni di guadagnare quasi tre milioni di euro l’anno. Gli introiti saranno ripartiti nella misura del 66% al Comune di Capri e del 34% a quello di Anacapri, che li utilizzeranno per potenziare i servizi turistici.
L’accordo è stato raggiunto ieri nelle sedi napoletane degli uffici di Caremar e Gescab in presenza del sindaco di Anacapri Franco Cerrotta e di un funzionario del Comune di Capri.
Le compagnie di navigazione stanno organizzando per stampare i nuovi prezzi sul biglietto destinato ai non residenti mentre i Comuni rilasceranno una card agli aventi diritto all’esenzione che presenteranno ai botteghini di partenza un documento di riconoscimento.
La nuova imposta soddisfa anche le esigenze degli imprenditori perché la legge consente ora di abolire la tassa sul soggiorno che grava sulle fasce di turismo alberghiero. Il 1 luglio, quando entrerà in vigore la tassa di sbarco, sarà cancellata dai conti degli alberghi la tassa sulla vacanza che imponeva all’albergatore di riscuotere dai 2 ai 5 euro per ogni notte e per ogni cliente.
La denuncia del WWF risale a ottobre 2011 ma i rifiuti sono ancora sulla piazzola di sosta che precede l’uscita di Orta di Atella dell’asse mediano. Gli automobilisti che attraversano la zona a nord di Napoli sono costretti ad assistere allo spettacolo di piazzole di sosta diventate discariche. In caso di emergenza le auto sarebbero costrette a fermarsi sulle corsie centrali della superstrada. Secondo il WWF i rifiuti vengono abbandonati dai cittadini che caricano sacchetti dell’immondizia frigoriferi e materassi sui veicoli per poi scaricarli sulle superstrade. Spesso i rifiuti vengono bruciati. Nonostante le numerose denunce di chi telefona al call center di Campania pulita 0812444081 o segnalano il reato alle forze dell’ordine la situazione non migliora ogni giorno migliaia di automobilisti viaggiano in una discarica a cielo aperto.
Pochi dei fatti che seguono hanno una diretta correlazione. Sono soltanto l’eco di quello che sentiamo ogni giorno nel delirio mistico dovuto all’eccesso di informazione che caratterizza il mio mondo malato. E il vostro?
Il Papa parla di una nuova Babele mentre cerca di affrontare gli scandali scoppiati in Vaticano. Tutto è cominciato con un libro. Non la Bibbia ma “Sua Santità” di Gianluigi Nuzzi. Qui c’è il Pdf: http://gek60.altervista.org/2012/05/gianluigi-nuzzi-sua-santita-pdf/
Mentre si ricorda il trentottesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia alcuni giocatori di serie A sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta sul Calcioscommesse.
La terra trema anche stamattina tra Calabria e Basilicata mentre i 7000 sfollati del sisma in Emilia Romagna sono ospitati in 53 strutture al coperto, 17 alberghi e 19 campi di accoglienza.
Domani Enrico Bondi indicherà la tempistica di tutti i tagli per l’acquisto di beni e servizi da parte dello stato e degli enti locali mentre il Presidente dell’Fmi Christine Lagarde ha dicharato al Guardian di sentirsi più vicina ai bambini del Niger che vogliono un’istruzione decente che alla gente di Atene. Che secondo il Leader di Syriza Alexis Tsipras non cerca certo la comprensione del Fondo Monetario internazionale.
In Siria c’è stata una nuova strage ad Hama -30 morti mentre a kabul un’intera famiglia è stata distrutta da un raid Nato sabato nel villaggio di Suri Khail.
Non c’è accordo tra le forze politiche nè sulla legge elettorale nè sulle scelte per le alleanze politiche.
A Napoli piove ed è un brutto lunedì. è morto a novant’anni in una clinica bavarese da uomo libero l’ex SS Klaas Faber, assassino di ebrei olandesi.
Un ringraziamento sentitoda parte di #Br a tutti i Co-Autori
Dario Marchetti @dario_marchetti
Pasquale Rescigno @psquared24
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#Br Come sempre la pioggia gli ricordava quanto costretto fosse in quella camera buia.
#Br come quando era bambino e il suo #amicoimmaginario lo costringeva a incatenarsi in mutande al cancello del cimitero di Monfiascone Umbro
#Br I suoi amici bevevano per dimenticare. Lui si masturbava per ricordare
#Br Ma Digital Joseph K riusciva a #masturbarsi solo a pochi cm dalla #vagina di Lady Glue, che non tollerava palpeggiamenti né strizzatine.
#Br decise di suicidarsi a furia di seghe per lasciar spazio ad un altro racconto twittabile, rimanendo alla storiacome il primodi una serie
Vorrei proporvi un gioco. si chiamerà #Br e sta per Breve Racconto. Dalla presenza dell’Hashtag potete facilmente intuire che si giocherà su Twitter. L’idea è quella di creare un racconto breve a più mani utilizzando la logica dei 140 caratteri (qualcosina in meno per farci entrare #Br). Comincio io fra pochi secondi e continuerò ad oltranza fino a quando qualcuno non avrà voglia di inserirsi con il suo contributo. Alla fine pubblicherò il racconto sul “Corriere della Saittella” ma è liberamente postabile su qualsiasi altro blog o media. Non ci sono regole. Può giocare chiunque e porre termine al racconto quando vuole. Si riparte subito con un altro racconto. Vediamo cosa ne viene fuori. L’allegro Hastag #Br non è in alcun modo un elogio allo squallido operato delle Brigate Rosse.
#Br L’ho visto il 22 dicembre 1976, all’inizio degli scavi per la Metro di Napoli. 26 anni dopo ho ritrovato il suo scheletro nel cantiere.
@Ivano_Cirillo #br Sinestesia: quando bevo orzata sale fortissima immagine me a 13 anni che ascolto matia bazar. Non bevo piu orzata da anni
Pasquale Rescigno @psquared24
#Br Amavano tanto la cultura e ogni sera dai #Girolamini si portavano qualche antico manoscritto a casa. In galera potranno leggerseli tutti
#Br E fu proprio in gabbia, mentre leggevo la vita di Massimo De Caro il Ladro di libri, che mi assalì prepotentemente la voglia di orzata.
#Br Tutto cominciò al Museo Rosenbach nel 73, quando insieme allo scheletro tentammo il colpo del secolo: Rubare il disco dei Pink Floyd.
#Br non sapevamo ancora che The dark side of the moon avrebbe venduto 50 milioni di copie né che saremmo diventati due punk.
#Br L’unica cosa che ci interessava era mettere le mani sul #disco e farlo ascoltare alla #sbarbina del decennio, l’intollerante Lady Glue.
#Br La vita di Digital Josef K era in balìa dell’altrui vite. Animo triste e solitario, disattivò l’account e fu felice.
ario Marchetti @dario_marchetti
@Ivano_Cirillo #Br Ma Lady Glue era un osso duro: ascoltava solamente dischi in vinile rosso con sopra l’effigie di Stalin.
Pasquale Rescigno @psquared24
#Br Si era stancato di cambiare il pannolino al Papa e si è portato a casa un po’ di carte. Non igieniche. @dario_marchetti @Ivano_Cirillo
#Br Le carte del primo processo alle intenzioni della storia del#Paese. Il giorno prima dell’udienza il giudice #Biscardi aveva già deciso.
@Ivano_Cirillo #Br Erano fuorigioco.
Isaia Sales è docente di storia della criminalità organizzata
nel Mezzogiorno d’Italia presso l’Università Suor Orsola
Benincasa. Martedì 22 maggio alle 17.30 presenterà il suo
libro “Napoli non è Berlino” al Circolo Artistico Politecnico
in Piazza Trieste e Trento. L’ex sottosegretario all’Economia
nel primo governo Prodi ha analizzato il ruolo della città nel
dopo tangentopoli confrontandolo con ciò che la Germania ha
saputo fare nelle sue regioni orientali.
Napoli non è come Berlino. C’è qualche speranza per la nostra città?
Ce ne sono molte. Nel libro ho evidenziato come il Mezzogiorno
ha usufruito di erogazioni di fondi che non sono paragonabili a
nessun’altra zona dell’Unione Europea. L’esempio è quello della
Germania dove sono stati stanziati fondi notevolmente inferiori,
5 volte di meno in venti anni, con risultati sensibilmente diversi.
Oggi è una delle principali potenze industriali d’Europa, il sud
Italia no.
Nel 2008 Lei era consulente della Regione Campania poi ha
lasciato per i dissensi con Bassolino. Quali?
Erano vari. Il dato essenziale è che, dopo un inizio incoraggiante,
non ho riscontrato un particolare interesse a cambiare
radicalmente le cose. Vorrei sottolineare però che la colpa non è
solo dell’ex sindaco di Napoli ma il risultato di politiche nazionali
e dei partiti.
Il Governo ha stanziato 2,3 miliardi per il Mezzogiorno
d’Italia. Può essere un’occasione per la ripresa economica?
Sicuramente si. Il Ministro per la coesione territoriale Francesco
Barca che sta dimostrando una particolare attenzione per quanto
riguarda le problematiche che affliggono il Sud. Il risanamento di
queste zone si rifletterebbe anche sulla crescita nazionale.
Come valuta il comportamento del sindaco Luigi De
Magistris?
È ancora presto per le valutazioni. Deve fare attenzione a non
ricadere negli stessi errori di Bassolino. Mi riferisco in particolare
al considerare Napoli come troppo ristretta per le proprie
ambizioni politiche, la città ha bisogno di qualcuno che si dedichi
in maniera incondizionata ai suoi problemi. Mi auguro che legga il
libro.
Le mani delle mafie sull’energia pulita. Come si contrasta il
fenomeno?
La criminalità organizzata investe su tutto ciò che garantisce
profitto. Non bisogna però rinunciare agli investimenti nelle
energie rinnovabili perchè la camorra ha investito in quel campo.
Sarebbe come non realizzare importanti infrastrutture perchè la
mafia mette le mani su ferrovie e strade. Lo stato ha i mezzi per
contrastare questi fenomeni e garantire trasparenza.
Secondo lei è vivo il rapporto tra criminalità organizzata e
politica?
Assolutamente. Non si può parlare di mafia senza la presenza di
un appoggio politico, è un rapporto fatto di relazioni strette.
Esiste un metodo efficace per contrastare le narcomafie?
Il discorso è complesso. Il proibizionismo ha dimostrato di aver
fallito il suo scopo. Bisogna trovare dei metodi alternativi per
contrastare il fenomeno dello spaccio che alimenta buona parte
dell’economia mafiosa.
Sta già lavorando ad un prossimo libro?
Per il momento vorrei dedicarmi allo studio. Insieme con altri
colleghi stiamo lavorando ad una mappa delle mafie. Il quesito
che ci stiamo ponendo è “perchè le mafie hanno successo?”.
Ivano Cirillo
I Sad Lovers & Giants ieri sera al forte La Carnale di Salerno. Si tratta di una band che si è formata negli anni 80 a Watford nel Regno Unito. Quella di ieri era l’unica tappa italiana. http://www.sadloversandgiants.co.uk/albums.htm
“Chi usa la parola clandestino fa una scelta di campo, una scelta politica. Una persona può avere o no i documenti in regola ma non va etichettata con un termine che ha connotazioni così negative”.
Così parla Laura Boldrini al primo convegno di Redattore Sociale a Napoli. Ma se la portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite (UNHCR) interviene al seminario sui temi delle marginalità e delle discriminazioni non è solo per ricordare ai giornalisti che l’uso delle parole è importante. È anche per fornire qualche dato su cui riflettere.
Vi siete mai chiesti quante sono le persone che lasciano il proprio paese per lavorare all’estero?
“Vorrei ricordare a chi sostiene che i migranti sono troppi che secondo le stime delle Nazioni Unite sono 214 milioni nel mondo, il 3% della popolazione globale. Inoltre sono 180.000 i lavoratori migranti di cui l’Italia avrebbe bisogno, secondo il ministero del Welfare. Si tratta di uno dei fenomeni sociali più soggetti a mutamento – spiega Laura Boldrini – ma i mass media lo trattano da 15 anni nello stesso modo”.
Ai giorni nostri la migrazione è molto diversa da quella che hanno conosciuto i nostri nonni. Prima durava una vita, oggi può essere definita “circolare” perché chi si trasferisce all’estero per motivi di lavoro torna spesso più volte nel suo Paese.
“In questo meccanismo si inserisce la migrazione forzata – continua la Boldrini – quella di 43 milioni di persone che non hanno previsto di emigrare ma lo fanno perché costretti”.
Si leggono poco le storie di chi convive con gli anziani, definito con un termine improprio“Badante”. Donne e uomini che per contratto possono smettere di lavorare solo il giovedì pomeriggio e la domenica.
Ma anche dei tanti migranti che vengono criminalizzati da un’informazione che li sovra-rappresenta nella narrazione di episodi di cronaca nera.
Per proporre una soluzione, dal giugno del 2008 è in vigore in Italia la Carta di Roma, il codice deontologico su migranti, richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tratta, firmato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione nazionale della Stampa Italiana.
“L’Alto Commissariato ONU ha fortemente voluto la stipulazione della Carta di Roma – spiega Laura Boldrini - La necessità di stipularla nasce da due eventi: la strage di Erba e la pubblicazione dei nomi di tre disertori eritrei che denunciavano condizioni di maltrattamento in un centro di identificazione e espulsione in Sicilia”.
Nella strage di Erba furono uccisi a colpi di coltello e spranghe Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la nonna del bambino Paola Galli, e la vicina di casa Valeria Cherubini. Dopo la strage, l’appartamento fu incendiato.
Le indagini si concentrarono inizialmente su Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre di Youssef, che aveva precedenti penali per spaccio e al momento della strage si trovava in Tunisia. Fu condotta contro di lui una campagna mediatica che distolse per un po’ l’attenzione dai veri autori del delitto, i coniugi Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi.
Nel caso dei disertori africani, i capifamiglia dei tre giovani richiedenti asilo furono arrestati in Eritrea dopo la pubblicazione dell’articolo di un noto quotidiano italiano.
Il giornalista si dichiarò stupefatto quando gli comunicarono l’arresto dei parenti di persone che aveva solo intenzione di aiutare e si offrì di fare una colletta per pagare la cauzione. Ma chiese alle autorità di diffondere una normativa precisa per evitare che anche gli “addetti ai lavori” commettano errori così gravi.
La Carta di Roma è stata scritta perché tutti conoscano meglio le regole.
I giornalisti sono invitati a fare attenzione “alle locandine e ai titoli, a garantire l’anonimato del richiedente asilo, rifugiato, vittima della tratta e migrante coinvolto in fatti di cronaca”.
Secondo Laura Boldrini “i media hanno bucato la materia migratoria, nel senso che non hanno dato le notizie in modo corretto. Tutti quelli che lavorano nel settore dell’informazione dovrebbero stare più attenti, ricordarsi sempre che le parole non sono mai neutre e che in alcuni casi provocano conseguenze più gravi di quanto si possa immaginare.
Ivano Cirillo